La frutta esotica: come sceglierla e mangiarla

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Fino a qualche anno fa era tipica soprattutto del periodo di Natale, oggi la frutta esotica di trova sui banchi dei nostri mercati tutto l’anno. Questi frutti che arrivano da lontano sono belli, succulenti, ricchi i vitamine e nutrienti e sono perfetti per uscire dalla monotonia dell’alimentazione di tutti i giorni o per dare un tocco originali ai pranzi delle grandi occasioni.

Probabilmente li hai visti spesso e sei curioso di saperne di più – ma di cosa sapranno? E come si mangia? – è capitato anche a me. Per questo ho pensato di preparare una breve lista con i frutti esotici più comuni alle nostre latitudini e che secondo me vale la pena di assaggiare, così potrai orientarti nella scelta e toglierti, finalmente, questo sfizio.

Il litchi

Frutta esotica: il litchi

È un frutto originario della Cina. Ha una forma ovale ed è ricoperto da una buccia rugosa e bitorzoluta non commestibile. La polpa è bianca e succosa, il gusto ricorda molto quello dell’uva (infatti viene chiamato anche uva cinese) e all’interno ha un grosso nocciolo. Si consuma fresco, al naturale, aggiunge una nota dolce alla macedonia o allo spumante, ne viene estratto anche un ottimo succo. Quelli più maturi e dolci hanno il guscio di un bel rosso acceso.

Il mango

Frutta esotica: il mango

È un frutto tropicale piuttosto grosso (ha un peso medio che oscilla tra i 400-500g) dalla forma ovoidale . La buccia, non commestibile, può avere sfumature che vanno dal verde, all’arancio, al giallo. La polpa è gialla e succosissima, gusto e consistenza ricordano molto quello delle pesche nettarine. Il nocciolo centrale è spesso ricoperto da uno strato fibroso e coriaceo per questo il mango va tagliato ai lati e quindi sbucciato. Per capire come tagliarlo nel modo più corretto ti rimando a questo tutorial fotografico. I frutti migliori hanno un profumo resinoso e la polpa morbida.

La papaya

Frutta esotica: la papaya

È una bacca tropicale dalle grosse dimensioni il cui peso può arrivare oltre i 5 chili. Va mangiata matura, cioè quando la buccia e gialla ella polpa è morbida. Della papaya si mangiano sia la polpa che i semi, questi ultimi sono ricchi di nutrienti ma piuttosto amari e potrebbero causare, in grande quantità, disturbi digestivi, quindi, soprattutto inizialmente, va limitata l’assunzione. La polpa è fresca e gustosa e può essere mangiata fresca o aggiunta a macedonie, frullati e insalate. Nell’alimentazione orientale la papaya è spesso base di salse o insalate agrodolci e piccanti.

La maracuja (o frutto della passione)

Frutta esotica: la maracuja

Esiste in due varianti, quella a buccia viola e quella a buccia gialla. Sono mature e pronte mangiare quando la buccia si presenta morbida e un po’ raggrinzita. Una volta tagliato a metà il frutto, all’interno si trova una polpa gelatinosa e costellata di piccoli semi commestibili. La polpa va grattata dalla buccia con delicatezza, quest’ultima, infatti, è molto amara. Il gusto della maracuja è dolce e acidulo, si mangia così com’è o si aggiunge a drink e succhi, se ne fa anche un’ottima marmellata o una salsa dal gusto intenso che accompagna molto bene anche carni e formaggi.

La pitaya (o dragon fruit)

Frutta esotica: la pitaya

È un frutto a forma di pera con la buccia rosa intenso o gialla caratterizzata dalle tipiche escrescenze. La polpa è comunemente bianca (ma esiste anche una versione a polpa rossa) costellata da piccoli semi commestibili. Ha un gusto delicato e non troppo dolce, che ricorda vagamente quello del fico d’india di cui questo frutto è lontano parente. I frutti migliori hanno una polpa morbida al tatto e la buccia priva di segni scuri o macchie. Si mangia tagliata a metà e rimuovendo la polpa dalla buccia, non commestibile e tossica, con un cucchiaio. Se ne fanno degli ottimi sorbetti e frullati, ed è ottima anche essiccata.

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