I dolci dei morti: Halloween all’italiana

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Quella che conosciamo con il nome di Halloween è una festa di origine americana, negli Stati Uniti è un vero evento, assimilabile al nostro carnevale. I bambini, come prevedibile, la amano, gli adulti spesso la snobbano proprio per la sua provenienza geografica, o forse è perchè a loro non vengono distribuiti dolcetti? Eppure di dolci dei morti, per celebrare la festa di Ognissanti e la Commemorazione dei defunti è piena l’Italia, sintomo che anche da noi, in altri tempi, questo momento doveva essere festeggiato ed esorcizzato in qualche modo.

I dolci di Halloween - Taste14

Questi dolcetti, per gran parte ormai patrimonio dei nonni, soprattutto, e un po’ dimenticati, hanno nomi evocativi. Si presentano con i gusti della stagione e con forme molto diverse tra loro, li accomuna il fatto che – esattamente come succede ad Halloween, oltreoceano – questi dolcetti per la tradizione sono un dono dei morti, tornati in visita, per i bambini. Altrettanto diffusa era, in passato, anche l’usanza di mandare i bambini a fare la questua, chiedendo dolcetti alle porte dei vicini.
Quelli dei morti sono dolci fatti di ingredienti semplici, arricchiti da frutta secca o cioccolato. Hanno spesso forma di ossa, mani o con sembianze umane o animali.

I dolci dei morti - Taste14

Le più comuni sono le ossa di morto o fave dei morti. Quelli diffusi nel nord Italia sono prevalentemente a base di mandorle e hanno consistenze e colori diversi (dipendentemente dalla preparazione). Quasi tutti hanno forma allungata e schiacciata. Le ossa di morto o ossa da mordere piemontesi sono biscotti duri (da mordere, appunto), e così quelli diffusi nelle Marche e in Lombardia. In Emilia sono frolle coperte di cioccolato, in Sicilia sono secchi e profumati di chiodi di garofano.

La tradizione di Halloween in Italia

Nel napoletano si prepara il torrone di morti, un torrone morbido a base di cioccolato e nocciole con varianti al caffè e con frutta candita e di frutta candita sono ripieni anche i pani dei morti della tradizione lombarda. Anche in Trentino e Alto Adige si fanno pani di festa a forma di cavallo, in Puglia si fa invece un dolce molto particolare, la colva, il grano dei morti, che nel foggiano si chiama cicc cuott. Si tratta di grano cotto arricchito di melagrana, noci, cioccolato e condito con il vino cotto, un mosto ristretto che viene preparato tipicamente in quelle zone. Da quelle stesse parti arriva anche l’usanza di appendere al muro una calza perchè i morti potessero riempirla di dolcetti (ci ricorda qualcosa?).

Mandorle - Taste14

A conservare la più ricca tradizione dei dolci per la commemorazione dei defunti c’è la Sicilia che offre un’ampia gamma di biscotti e bontà. Ci sono i pupi ri zuccaro, pupi di zucchero che raffigurano gli antenati morti, la frutta martorana preparata con il marzapane, i pipareddi, molto simili a cantucci e profumati degli agrumi di questa terra, le rame di Napoli, un biscotto al cioccolato coperto di una glassa di cioccolato fondente (che a me ricorda molto i mostaccioli che a Napoli si mangiano a Natale). Poi ci sono anche le dita d’apostolo, piccoli cannoli di pasta all’uovo riempiti di panna e ricotta, le muffolette, un pane sofficissimo con cui si fa una merenda a base di caciocavallo e sarde, e i tetù, dolcetti glassati alle mandorle.

Non c’è luogo della penisola che non celebri questo momento a modo suo. Si va dalle leggende e miti dell’antica Grecia ai riti misterici di antichissime religioni del nord. Ricordare e onorare i morti, gli antenati, chi c’è stato prima di noi e quindi il nostro passato è una necessità che l’uomo ha avuto da sempre, da che è uomo, e che merita, di anno in anno, di essere riproposta con la stessa dolcezza.

 

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