Pecorino Casale Vecchio 2013

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id: 512
Classificazione:  IGT
Vitigno:  Pecorino 100%
Area di produzione:  entroterra del comune di Ortona e dei comuni limitrofi
Gradazione alcolica:  13
Regione:  Abruzzo
AIS:  
Colore del vino:  
Bianco
Dimensione bottiglia:  0.75
Coltura:  Tradizionale

Panoramica rapida

Il Pecorino è un vitigno autoctono Igt abruzzese. Il nome deriva dalla forma del grappolo molto piccolo che ricorda una pecora. Giallo paglierino con riflessi verdognoli.

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È un vitigno autoctono Igt abruzzese, le caratteristiche sono grappoli piccoli di bassa produzione per ettaro. Il sistema di allevamento è per la maggior parte a pergola abruzzese. La densità d’impianto varia da 3000 a 4000 ceppi per ettaro. Il nome deriva dalla forma del grappolo molto piccolo che ricorda una pecora.

  • Tecnica di produzione: Pigiadiraspatura, contatto con le bucce del mosto per circa 12 ore a una temperatura media di 3° C, pressatura soffice chiarificazione statica del mosto ottenuto.
  • Temperatura di servizio: 10-12
  • Bicchiere Ideale: Tulipano
  • Esposizione: sud-est
  • Caratterizzazioni tipiche: gli aromi di questo vino comprendono tutti i frutti a polpa bianca ed in particolare la pera. Si rivelano delle note balsamiche che ben individuano la bontà del legno utilizzato
  • Esame visivo: giallo paglierino con riflessi verdognoli
  • Conservazione bottiglie: verticale
  • Forma di allevamento: pergola abruzzese
  • Tipo di tappo: Sughero
  • Tipo di bottiglia: Bordolese
  • Corpo del vino: Leggero, fresco, giovane, poco alcolico

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Pecorino Casale Vecchio 2013

Pecorino Casale Vecchio 2013

Il Pecorino è un vitigno autoctono Igt abruzzese. Il nome deriva dalla forma del grappolo molto piccolo che ricorda una pecora. Giallo paglierino con riflessi verdognoli.

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  • Farnese

    La storia

    Correva l'anno 1582 quando la principessa Margherita d'Austria figli dell'Imperatore Carlo V e sposa di Ottavio Farnese acquisto per 52000 ducati la città di Ortona. Affascinata dall'aria salubre e dalle splendide terre decise subito di edificarvi un palazzo sul mare per trascorrere dei lunghi periodi di riposo. "Marghareta", così amava farsi chiamare, diede grosso impulso ai suoi terreni abruzzesi per la produzione dei pregiati vini, apprezzati ben presto nei banchetti delle principali corti europee. E proprio in segno di riconoscenza verso chi li aveva resi celebri nel mondo, i contadini hanno conservato nel tempo ai vini il nome Farnese.