Edizione 12 Cinque Autoctoni

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id: 1180
Classificazione:  VDT
Vitigno:  Montepulciano 33%, Primitivo 30%, Sangiovese 25%, Negroamaro 7%, Malvasia 5%
Area di produzione:  Comuni di Colonnella, Ortona, Sava e San Marzano
Gradazione alcolica:  14
Regione:  Abruzzo
AIS:  
Veronelli:  
Colore del vino:  
Rosso
Coltura:  Tradizionale
Luca Maroni:   98

Panoramica rapida

Un vino che dimostra come si può fare un grande vino dall’enorme patrimonio di vitigni autoctoni. Un blend che nel  calice si colora di un cupo ma luminoso rubino.

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Dimostrazione che si può fare un grande vino sfruttando l’enorme patrimonio di vitigni autoctoni del nostro paese. Il calice si colora di un cupo ma luminoso rubino, i profumi sono di ottimo impatto, con un'intensa carica fruttata di mora e ciliegia, arricchita da note di erbe aromatiche, cannella, chiodi di garofano, cacao, liquirizia e un intrigante tocco minerale. All'assaggio mostra struttura rilevante, ben equilibrata tra il caldo abbraccio dettato dalla dotazione alcolica e adeguata freschezza; il tannino è morbido e la persistenza assai tenace. Passa un anno in barrique. Perfetto su formaggi stagionati. Pronto per essere bevuto subito, ma sopporta anche un invecchiamento 7/8 anni.

  • Tecnica di produzione: Pigiodiraspatura soffice, macerazionefermentazione per 25 giorni, fermentazione malolattica in barrique e affinamento per 13 mesi.
  • Temperatura di servizio: 18-20
  • Bicchiere Ideale: Grand_Ballon
  • Produzione num Bottiglie: 50000
  • Esame visivo: cupo ma luminoso rubino
  • Invecchiamento: 1 anno in barrique
  • Conservazione bottiglie: orizzontale
  • Tipo di tappo: Sughero
  • Tipo di bottiglia: Bordolese
  • Corpo del vino: Corposo, strutturato, invecchiato in legno

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Edizione 12 Cinque Autoctoni

Edizione 12 Cinque Autoctoni

Un vino che dimostra come si può fare un grande vino dall’enorme patrimonio di vitigni autoctoni. Un blend che nel  calice si colora di un cupo ma luminoso rubino.

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  • Farnese

    La storia

    Correva l'anno 1582 quando la principessa Margherita d'Austria figli dell'Imperatore Carlo V e sposa di Ottavio Farnese acquisto per 52000 ducati la città di Ortona. Affascinata dall'aria salubre e dalle splendide terre decise subito di edificarvi un palazzo sul mare per trascorrere dei lunghi periodi di riposo. "Marghareta", così amava farsi chiamare, diede grosso impulso ai suoi terreni abruzzesi per la produzione dei pregiati vini, apprezzati ben presto nei banchetti delle principali corti europee. E proprio in segno di riconoscenza verso chi li aveva resi celebri nel mondo, i contadini hanno conservato nel tempo ai vini il nome Farnese.